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Fermenti lattici migliori: quando prenderli, cosa servono, antibiotici

Fermenti lattici quando prenderli? Quali sono i migliori? A cosa servono? Esistono fermenti lattici forti e più leggeri? Conviene prendere i fermenti lattici con gli antibiotici?

Intestino e funzione dei fermenti lattici.
L’intestino è l’organo deputato ad accogliere il cibo lavorato dallo stomaco (chiamato chimo) per trasformarlo in sostanze assorbibili dal sangue. L’introduzione nel flusso sanguigno di zuccheri, amminoacidi e grassi richiede una sua preventiva estrazione dal bolo alimentare che avviene grazie alla flora batterica. Essa è costituita da quasi 500 tipi diversi di batteri e, tra questi, i microorganismi che si occupano dell’assimilazione del lattosio (lo zucchero contenuto nel latte) sono i fermenti lattici.

fermenti lattici

fermenti lattici

Spesso, a questi batteri viene associato il termine ”vivi” perché, quando vengono assunti per via orale, sono in grado di attraversare esofago e stomaco senza essere alterati dai succhi gastrici e, pertanto, arrivano intatti nell’intestino, dove aderiscono alle pareti dello stesso. Una volta giunti nella sede intestinale, ed entrati nella mucosa ivi presente, i fermenti lattici, oltre a sintetizzare i residui della digestione, combattono contro i microorganismi dannosi, o patogeni, sottraendo agli stessi nutrimento e spazio per la sedimentazione, nonché producendo sostanze in grado di inibirne la proliferazione.

Tante sono le cose che puoi fare per migliorare lo stato del tuo intestino e per risolvere davvero il problema è indispensabile agire in modo sinergico su più fronti per riportare l’intestino alla sua normale funzionalità, per capire bene come farlo ti consiglio di scaricare questa guida. Scoprirai il modo migliore per affrontare con successo il problema!

Fermenti lattici: quando prenderli?

I fermenti lattici vanno assunti quando la flora intestinale risulta alterata, generando così disturbi quali diarrea, ovvero stitichezza, meteorismo e colon irritabile per intolleranza al lattosio.

Questo squilibrio tra le diverse specie di batteri può derivare da tanti fattori quali, per esempio: stress, disordini alimentari, scorretti stili di vita oppure stati e periodi particolarmente probanti per il fisico, quali gravidanza e menopausa.

Tipologie di Fermenti lattici

Per quanto concerne la tipologia di fermenti lattici, possiamo fare una distinzione tra i lactobacilli e i bifidobatteri.

I fermenti lattici lactobacilli aiutano ad assimilare meglio i carboidrati ingeriti, aiutando il corretto processo di fermentazione e digestione degli stessi. Questo tipo di probiotici può essere assunto anche prima della manifestazione di uno dei disturbi sopra elencati, magari quando si è ecceduto durante un pasto o si avverte una particolare difficoltà digestiva.

I fermenti lattici bifidobatteri, invece, intervengono in aiuto della metabolizzazione di grassi e proteine: sono preposti, quindi, a riequilibrare la flora batterica che risiede nel tratto finale dell’instestino.

Fermenti lattici consigli per l’assunzione con il cibo

I fermenti lattici vivi si trovano in alcuni alimenti, come nello yogurt naturale o nel latte fermentato (ad esempio, il kefir), ma possono essere assunti anche come integratori.

Migliori Fermenti lattici

Migliori Fermenti lattici

Migliori Fermenti lattici

In commercio se ne trovano in diverse forme, come fialette e capsule da conservare in frigo, o bustine da diluire in acqua. A seconda della tipologia di probiotico, vanno assunti o poco prima o subito dopo i pasti, per il periodo indicato dal medico curante: generalmente, la terapia probiotica, per essere efficace, dovrebbe durare almeno un mese.

Quanto al dosaggio, è consigliabile che sia particolarmente alto, posto che solo il 40% circa dei fermenti lattici assunti arriva intatto nell’instestino.

Vediamo quali sono i migliori fermenti lattici:

  • Lactobacillus Acidophilus:
    fermento lattico specifico per ripristinare l’equilibrio della flora intestinale, migliorare la digestione, favorire l’assimilazione dei nutrienti dal cibo, contrastare i fastidi di pancia gonfia.. La sua presenza è fondamentale nella digestione di latte e latticini, nel controllo del colesterolo e per l’assimilazione delle vitamine del gruppo B.
  • Lactobacillus Bulgaricus:
    insieme all’Acidophilus è utile in caso di vaginiti, cistiti, candida, acne e infezioni cutanee e disturbi della pelle. Questo ceppo produce un antibiotico naturale il bulcarican in grado di inibire una vasta gamma di batteri patogeni.
  • Lactobacillus Rhamnosus:
    ha la capacità di produrre acido lattico nell’intestino, rendendolo adatto al ceppo dei lattobacilli, ma inospitale per i batteri patogeni. Indicato un caso di enterocolite acuta e in caso i dermatite atopica.
  • Bifidobacterium Bifidum:
    si trova nell’intestino crasso e nel colon, soprattutto nei bambini allattati al seno. Favorisce l’assorbimento delle vitamine del gruppo B e del calcio ed è un importante coadiuvante delle malattie autoimmuni.
  • Lactobacillus casei:
    svolge un’azione antibiotica perciò è particolarmente utile durante e dopo terapie antibiotiche e nel trattamento della diarrea, contro stitichezza, meteorismo e gonfiore.

Antibiotici e fermenti lattici forti

Fermenti lattici forti

Fermenti lattici forti

L’assunzione di fermenti lattici in concomitanza di particolari cure farmacologiche, soprattutto antibiotiche, è altamente consigliata. Puoi leggere l’articolo sull’uso sui fermenti lattici dell’Enterogermina in questi casi.

L’antibiotico, infatti, nel combattere i batteri patogeni, altera anche l’equilibrio dei microorganismi “buoni”, ossia quelli che devono essere presenti nella flora intestinale. L’effetto collaterale più frequente, in caso di squilibrio disbiotico-fermentativo è il sopraggiungere di crampi addominali e diarrea.

I fermenti lattici da assumere, in questi casi, sono quelli denominati “forti”, vale a dire che sono resistenti all’azione antibiotica, come il Saccaromches boulardii. Il consiglio è di rivolgersi sempre al medico curante, perché vi sono delle situazioni che potrebbero contrastare con l’assunzione di probiotici, come l’immunodepressione.

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