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Miam O Fruit per dimagrire: Come funziona il metodo France Guillain?

France Guillain è scrittrice di moltissimi libri e protagonista di molti dvd, sta girando il mondo per far conoscere il suo metodo che si chiama Miam O Fruit. La dieta Miam O Fruit è nata a Montepellier in Francia nel 1942, Ingegnere fisico e Dietologa, per molti anni ha percorso oceani in barca a vela in compagnia delle cinque figlie.

Miam O Fruit metodo di France Guillain

Corrispondente da parecchi paesi nel mondo, scrive di argomenti legati alla nutrizione e del benessere da più di vent’ anni. Ha pubblicato diversi testi, tiene conferenze in diversi paesi, collabora con riviste specializzate e partecipa a diverse trasmissioni televisive e radiofoniche.

Il suo metodo, che comprende il Miam-Ô-Fruit, è seguito da atleti olimpionici che lo hanno applicato con successo.

Il Miam-Ô-Fruit non è certo una recente invenzione, tra l’altro è in stretta connessione con la crema Budwig ideata dalla Dott.ssa Catherine Kousmine, infatti è stata la colazione di Zinedine Zidane durante le partite di Coppa del Mondo in Corea nel 2002.

Miam O Fruit

Miam O Fruit

Uno studio compiuto dalla società belga Probiox sui calciatori della squadra di Francia ha dato prova che tutti, tranne lui, mostravano uno stato di stress ossidante, forse per via di uno spossamento muscolare causato ad un eccesso di partite disputate e all’assenza di un bilanciamento antiossidante adeguato.

La Guillain raccomanda di iniziare la giornata con una colazione nutriente aprendo le porte ad un’ alimentazione semplice, naturale, biologica messa alla prova dalla eccellente guida alimentare: il nostro cervello. Esso lavora attraverso alle nostre papille a patto di comunicare il tutto esattamente usando i cinque sensi.

L’autrice si sofferma su alcune semplici regole per preparare il Miam O Fruit al meglio, così da sfruttare tutti i componenti della ricetta potenziandone le qualità.

Dopo qualche mese di Miam-Ô-Fruit, nelle varie versioni, dipendenti dalla stagionalità della frutta, si può riscontrare: “un non senso di fame” che si prolunga anche fino all’ora del pranzo, evitando il consumo di snack e spuntini “vuoti” dal punto di vista nutrizionale; una volta arrivati a tavola raramente ci sediamo affamati, ma tutt’altro, ci sentiamo ancora appagati dalla colazione; spesso diminuisce la voglia di qualcosa di dolce; la pelle del viso e del corpo, appare molto più luminosa, tonica e veramente reidratata.

Il Miam-Ô-Fruit non fa ingrassare, anzi spesso riduce quel senso di ritenzione idrica e gonfiore. In molti sono titubanti per la presenza dell’olio nella ricetta, in realtà sapore dell’olio non si percepisce neppure.

E come dice France Guillain “Masticare significa stare in salute” , quindi prendiamoci il nostro tempo per consumare il pasto principale della giornata. Questo è forse l’insegnamento più famoso di France Guillain, ormai sempre più famoso e apprezzato da sportivi e non, incluso cantanti d’opera e da tutte quelle persone che vogliono mantenersi in forma con poca spesa.

La ricetta Mezza Banana schiacciata con la forchetta Due cucchiai di olio crudo e biologico, uno di lino e uno di sesamo, da emulsionare con la banana 1 cucchiaino di miele (facoltativo) Un cucchiaio di succo di limone spremuto al momento.

Almeno dai 3 ai 5 frutti diversi ( in questa versione: ½ mela, ½ pera, 10-12 lamponi, 10-12 more, 5-6 acini d’uva, 1 prugna) 3 cucchiai di semi oleosi interi o macinati ( in questa versione 1 cucchiaio di semi di girasole; 1 cucchiaio di arachidi; 1 cucchiaio di noci)

A seconda delle stagioni possiamo aggiungere mele, pere, kiwi, fragole, lamponi, ciliegie, pesche, prugne, frutta, se si può, biologica, ma non frutta secca o disidratata, frutta a digestione rapida (melone, anguria), frutta congelata o sciroppata, o semi oleosi messi in ammollo.

La Banana dovrebbe essere biologica, schiacciata finemente con una forchetta (non con il frullatore!). Il frutto deve diventare liquido e cambiare lievemente colore perché si deve ossidare e diventare molto assimilabile. E’ il frutto più ricco di proteine vegetali e questo fa mantenere l’olio aggiunto dopo fino all’intestino. In più è un frutto ricco di potassio e tollerato da tutti.

L’olio di di semi di lino biologico è ricco di omega 3, basilare per i nostri neuroni, mentre l’olio di sesamo è interessante per l’apporto di calcio. L’olio di lino va conservato in frigorifero una volta aperto e per non più di un mese dall’apertura. Teme l’ossidazione, il calore e quindi non va usato neppure per la cottura.

Anche i semi oleosi comprendono una gran quantità di omega di cui abbiamo bisogno. Nel caso però dei semi di lino e altri semi molto piccoli è necessario ridurli in polvere perché non riusciamo a masticarli.

Il succo di limone è ricco di vitamina C e in questa ricetta favorisce il compito dell’olio. L’olio arriva nello stomaco e raccoglie i radicali liberi presenti, olio ossidato diventa però ossidante. La vitamina C “ripulisce” l’olio e lo sbarazza dei radicali liberi. Il limone non è un acidificante ma un alcalinizzante; non bisogna confondere il gusto acido con acidificante. La frutta deve essere la più stagionale e biologica possibile. Grazie all’autrice di questo articolo Tatiana Di Grazia

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