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Citomegalovirus cosa è? Sintomi, cure, gravidanza e bambini

Citomegalovirus cosa è? Contagio, sintomi, come si cura e quali sono i rischi del citomegalovirus in gravidanza?

Citomegalovirus cosa è?

Il Citomegalovirus fa parte della famiglia degli “herpes virus” a partire da quello della varicella, per continuare con l’herpes labiale, l’herpes zoster (noto anche come “Fuoco di Sant’Antonio“), quello genitale e della mononucleosi infettiva.

È molto comune tanto che la scienza medica parla di un’incidenza pari al 100% nei paesi poveri del mondo, mentre in quelli industrializzati scende tra il 70%-80%.

La stessa percentuale comunque ha già nell’organismo gli anticorpi per combattere con successo il Citomegalovirus e questo riguarda anche buona parte dei bambini, che riescono a contrastarlo a partire dall’età scolare (asilo-scuola primaria).

In realtà il Citomegalovirus potrebbe essere definito quasi innocuo se interessa persone con un sistema immunitario in salute di qualsiasi età, ma diventa preoccupante e può anche mettere in pericolo la vita dei pazienti, quando lo contrae una donna in gravidanza o una persona già debilitata fisicamente per patologie pregresse.

Il Citomegalovirus è dunque un virus latente, già presente nell’organismo umano a partire dalle malattie esantematiche come la varicella.

Negli anni potrebbe riattivarsi con un’infezione secondaria, che si diffonde a causa della debolezza, come detto, delle difese immunitarie.

Citomegalovirus come avviene il contagio?

Il contagio del Citomegalovirus avviene in modo del tutto simile a quello di una semplice influenza e riguarda 3 periodi particolari della vita di un individuo:

1 – Citomegalovirus in gravidanza
Il primo caso è quello dalla madre al bambino e in particolare quando la madre contrae un’infezione primaria nei 2 mesi precedenti al concepimento o nel primo trimestre della gravidanza.

Il Citomegalovirus In gravidanza risulta pericolosa anche con un’infezione di tipo secondario.

2 – Il secondo periodo in cui si può contrarre un’infezione da Citomegalovirus è quello della scolarizzazione primaria, che si estende dall’infanzia (asilo) fino alla pubertà (scuole medie superiori). Un arco di tempo cosi ampio si deve alla promiscuità degli ambienti frequentati, che vanno dalla condivisione dei giochi all’asilo sui quali, a titolo esemplificativo, ci sono tracce di saliva o lacrime, fino alle prime esperienza sessuali, dove la trasmissione avviene per via diretta attraverso i liquidi organici delle mucose.

3 – Il terzo periodo è quello in cui il soggetto si potrebbe trovare a subire delle trasfusioni di sangue, ma anche di emoderivati che contengano il Citomegalovirus. Lo stesso si potrebbe trasmettere attraverso trapianti di midollo osseo, reni e altri organi, specie se il donatore risulta essere sieropositivo (cioè positivo al Citomegalovirus).


È evidente, dunque, che la trasmissione del Citomegalovirus avviene per contatto diretto. Significa che può essere contratto attraverso particelle di saliva nell’aria, con le secrezioni del cavo orale o quelle dell’apparato uro-genitale (liquido seminale e vaginale), col contatto con le feci, le urine, le lacrime, ma anche attraverso il latte materno.

Contagio del Citomegalovirus tra donna incinta in gravidanza e bambino

Il contagio considerato più pericoloso tra gli altri è quello che avviene dalla madre al bambino attraverso la placenta, quindi già durante la gestazione o il parto, fino ai periodi del puerperio o, appunto, durante l’allattamento.

La preoccupazione riguardo alla trasmissione del Citomegalovirus da madre a feto è più alta quando si tratta di un’infezione primaria.

Per infezione primaria s’intende che la madre contrae il virus per la prima volta. Tuttavia la percentuale che ci siano delle conseguenze anche in presenza dell’infezione ha un’incidenza di 3-4 neonati su 10.

Citomegalovirus sintomi

Citomegalovirus sintomi

Citomegalovirus sintomi

L’infezione da Citomegalovirus nella maggior parte dei casi è asintomatica, o comunque si manifesta con sintomi leggeri, da passare quasi senza accorgersene.

Questo è il caso di quei pazienti il cui sistema immunitario reagisce combattendo l’infezione e ridimensionando la sua manifestazione.
Nel caso in cui l’infezione sia più incisiva, i sintomi possono essere confusi facilmente con quelli di una comune influenza.

Il Citomegalovirus, infatti, si manifesta con i seguenti sintomi:

  • febbre,
  • malessere,
  • dolore alle ossa,
  • brividi,
  • mal di gola con gonfiore e indolenzimento dei linfonodi,
  • dolori muscolari.

Sintomi molto simili si possono osservare anche nei casi di mononucleosi infettiva, ed è per questo che la diagnosi diventa difficile e necessita di indagini mediche più approfondite.

Nei casi in cui questi sintomi compaiano in gravidanza o poco prima del concepimento, non è comunque il caso di allarmarsi.

Per escludere una possibile infezione da Citomegalovirus, la prassi è quella di indagare sulla sua presenza e prendere i dovuti provvedimenti per la cura.

In genere il corpo reagisce bene all’infezione, specie nei caso sia secondaria, in quanto ha già sviluppato degli anticorpi.

Una delle manifestazioni più comuni di infezione secondaria è quella, per esempio, dell’herpes labiale.

Le complicanze dovute al Citomegalovirus sono soprattutto nei soggetti immunodepressi e nei bambini, i quali non riescono a combattere la presenza di questo attaccato al loro organismo.

I soggetti immunodepressi sono quelli che hanno contratto il virus dell’AIDS, ma anche i pazienti che sono periodicamente sottoposti a emodialisi, chemioterapia e radioterapia, oppure per coloro che hanno subito un trapianto.


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