Depurarsi in modo naturale

Farmaci in gravidanza

In questa pagina vediamo quali farmaci si possono usare in gravidanza e quali no, abbiamo già parlato dei farmaci permessi in gestazione in caso di bruciore di stomaco.

Monuril in gravidanza

Monuril in gravidanza

Monuril in gravidanza

Il Monuril è un farmaco ad azione antibatterica molto utilizzato per trattare alcuni disturbi particolari quali cistiti e infezioni al tratto urinario. Il farmaco può essere acquistato dietro prescrizione medica e la sua efficacia è davvero sorprendente in quanto basta pochissimo tempo per contrastare le infezioni.

Ma la domanda che molto spesso le donne in stato di gravidanza si pongono è se è possibile utilizzare il suddetto farmaco durante la gravidanza. Così come tutti i medicinali che si rispettino, anche per Monuril vige la stessa regola, ossia, bisogna utilizzarlo sono ed esclusivamente se c’è una reale necessità e comunque sotto stretto controllo medico.

Si può prendere il Monuril in gravidanza?

Ad oggi non ci sono riscontri scientifici che attestino che il Monuril possa apportare al feto  effetti collaterali, per cui può essere utilizzato senza rischi,  ma come ribadito poc’anzi, sempre sotto stretto controllo medico. Vediamo nello specifico tutto ciò che bisogna sapere sul suddetto farmaco.

Monuril è un antibiotico che ha la funzione di contrastare le infezioni a carico del tratto urinario e cistiti. Grazie al principio attivo di cui è composto, la fosfomicina, la problematica viene risolta nel giro di breve tempo.

Monuril in gravidanza benefici

I benefici arrivano quasi subito dopo la prima assunzione di questo antibiotico per cistite. Nella confezione sono presenti due bustine. Se il problema è di lieve entità basterà utilizzarne soltanto una, ma se il problema è più severo, in tal caso occorrerà prendere la seconda bustina a distanza di 24 ore dalla precedente. 

Monuril in gravidanza: dosaggio e usi

La sua assunzione è molto semplice: basta sciogliere il medicinale in un bicchiere d’acqua o di una bevanda a propria scelta, che può essere una tisana o un infuso. E’ bene sottolineare che questa pratica andrà eseguita la sera preferibilmente prima di andare a dormire e dopo aver svuotato la vescica. Così la paziente avrà modo di rendere più efficace la concentrazione di antibiotico all’interno della stessa.

Ma per massimizzare ancora di più i suoi effetti si consiglia di assumere il farmaco due ore dopo aver consumato i pasti,  o 1 ora prima di consumarli. Perchè occorre porre attenzione a questa accortezza? La risposta è molto semplice: il cibo durante la fase digestiva tende a ritardare l’assorbimento del principio attivo, così facendo i benefici si inizieranno a riscontrare dopo diverse ore.

Per quanto riguarda il dosaggio, basta prendere soltanto una bustina la sera. All’occorrenza sarà possibile assumere pure l’altra ma soltanto dopo che siano trascorse le 24 ore dalla precedente e preferibilmente è consigliabile assumerla allo stesso orario.

Monuril in gravidanza: effetti collaterali e controindicazioni

Generalmente il Monuril viene ben tollerato dall’organismo. Ma come tutti i farmaci, anche in questo caso, si potrebbero manifestare degli effetti indesiderati  soprattutto se si è intolleranti verso il principio attivo o verso uno degli eccipienti.

Tra i vari effetti collaterali, dunque, annoveriamo (anche se sono molto rari):

  • Nausea;
  • Vomito;
  • Bruciore di stomaco;
  • Diarrea

I sintomi suddetti tendono a scomparire quando non si assume più il prodotto.

Monuril prezzo

Il Monuril può essere acquistato in farmacia dietro presentazione della ricetta medica oppure online sui siti specializzati. Per quel che riguarda il prezzo, indicativamente è sui 7.86€. L’antibiotico si trova soltanto sotto forma di bustine.

Tachipirina in gravidanza

Tachipirina in gravidanza

Tachipirina in gravidanza

Quando si affrontano i nove mesi di gestazione, ci si fanno tantissime domande. Molte di queste riguardano i medicinali che si possono assumere durante la gravidanza. Se sei qui, senza dubbio ti sarai posta almeno una volta domande in merito alla possibilità di assumere la Tachipirina in gravidanza. Su questo tema, si dicono tantissime cose. Per aiutarti a chiarire e idee in merito, abbiamo preparato una guida sul tema.

La puoi trovare nelle prossime righe. Prima ancora, come puoi vedere, c’è un indice. Grazie ad esso, potrai scegliere le tematiche che ti interessano di più e approfondirle.

Cos’è la Tachipirina?

La Tachipirina è un farmaco che ha come principio attivo il paracetamolo. Viene utilizzato per curare la febbre e per eliminare situazioni di dolore non grave. Indicata anche in caso di influenza e mal di testa, può essere assunta tramite gocce e compresse, ma anche tramite supposte compresse effervescenti.

La Tachipirina può provocare l’aborto?

Fino ad ora, nessuno studio scientifico ha evidenziato il rischio di aborto spontaneo quando si assume la Tachipirina in gravidanza. Da ricordare, però, è che chi prende questo farmaco durante la seconda metà della gestazione aumenta il rischio di respiro affannoso nel neonato.

Quando si parla di Tachipirina in gravidanza, capita spesso di chiamare in causa gli effetti che questo farmaco può avere sullo sviluppo del cervello del bambino. A questo proposito, non è il caso di preoccuparsi.

Per quale motivo? Ad aiutarci ci pensano diverse ricerche che, nel corso del tempo, hanno analizzato i casi di madri che hanno assunto la Tachipirina in gravidanza/allattamento. I risultati osservati 3/4 anni dopo sono stati molto positivi. I bambini coinvolti, infatti, non avevano alcun problema a livello cerebrale.

Da ricordare, inoltre, è che non esiste alcuna relazione causa – effetto tra la Tachipirina in gravidanza e la sindrome di iperattività nei bambini.

Dosaggi Tachipirina in gravidanza

La Tachipirina in gravidanza, quindi, non è affatto pericolosa. Fondamentale, però, è rispettare dosaggi specifici. In generale, si consiglia di non eccedere dai 3 grammi giornalieri. Molto importante è controllare gli ingredienti di altri farmaci, in quanto il paracetamolo è presente come componente anche in altri medicinali.

Se si eccede con i dosaggi, il rischio è quello di provocare danni al fegato e ai reni. Nei casi più gravi, il sovradosaggio di Tachipirina può provocare anemia sia alla futura mamma, sia al nascituro.

Quando evitare la Tachipirina in gravidanza

Esistono dei casi specifici per i quali non è consigliata l’assunzione di tachipirina. In questo novero, è possibile includere i problemi di fegato. In casi del genere, è consigliabile consultare i proprio medico curante.

Tachipirina e problemi di fertilità

Parliamo ora dei futuri papà. Per chi vuole fare un figlio, assumere la Tachipirina comporta un rischio di infertilità? Assolutamente no.

Tachipirina e allattamento

Concludiamo parlando del rapporto tra Tachipirina e allattamento. In generale, nel latte materno passa una quantità minima di farmaco. Per dare un parametro, ricordiamo che le quantità sono inferiori rispetto a quelle che, in caso di problemi di salute, vengono prescritte dal pediatra.

Cardioaspirina in gravidanza a cosa serve e quando sospenderla

Cardioaspirina in gravidanza

Cardioaspirina in gravidanza

La cardioaspirina, o aspirinetta è una farmaco a basso dosaggio di acido acetilsalicilico, lo stesso principio attivo dell’aspirina. E’ utilizzata principalmente come anticoagulante perché inibisce l’aggregazione delle piastrine. Prevenendo trombi e coaguli del sangue sopratutto in soggetti con rischio vascolare.

La cardiaspirina in gravidanza è utilizzata per gli stessi scopi indicati sopra oltre ad avere ulteriori benefici.

Inoltre è un antifiammatorio perché agisce riducendo i ivelli di alcune molecole coinvolte proprio nell’infiammazione.

La cardioaspirina in generale è quindi indicata per ridurre il rischio di trombi e intervenire in situazioni come  angina pectoris, angina pectoris cronica, infarto miocardico o ictus cerebrale.

Esistono poi impieghi specifici per la prescrizione della cardioaspirina in gravidanza.

Benefici della cardioaspirina in gravidanza

La cardioaspirina in gravidanza è spesso prescritta dal medico curante o dal ginecologo per prevenire possibili casi di gestosi, il distacco placentare, ritardo di crescita fetale, morte in utero o per prevenzione di patologie placentari.

L’assunzione in questi casi è indicata a partire da prima della dodicesima settimana di gestazione e non oltre la sedicesima settimana, perché questo è considerato il periodo in cui la placenta compie il massimo del suo sviluppo. La prescrizione e il periodo di utilizzo è comunque dato al medico che stabilirà come e per quanto tempo utilizzarla nel corso della gravidanza.

Infine l’uso della cardioaspirina in gravidanza sembrerebbe avere un esito positivo nel ridurre il rischio di aborto spontaneo nelle donne che ne hanno già avuti in precedenza in casi di poliabortività.

L’uso della cardioaspirina in gravidanza per questi casi è dato dal fatto che viene ritenuto che all’origine di questi episodi ci siano problemi di coagulazione o situazioni che portano ad infiammazione.

Quando sospendere l’assunzione

E’ consigliata la sospensione della cardioaspirina in gravidanza se si verificano reazioni allergiche (come orticaria), sanguinamenti vaginali ripetuti perdita di sangue dal naso e nel caso in cui si abbia placenta previa, cioè una placenta inserita nella parte bassa dell’utero, a coprire l’apertura dell’utero stesso.


L’assunzione di cardioaspirina in gravidanza va solitamente sospesa circa una settimana prima del parto, ma in alcuni case anche qualche settimana prima della data prevista, in ogni caso sarà il medico curante a dare le indicazioni del caso per la sospensione, visto che ogni donna e gravidanza è diversa da un’altra.

Qualcuno indica di sospenderne l’assunzione intorno alla 34-36ª settimana, non oltre perché  potrebbero esserci problemi con la chiusura del dotto di Botallo del bambino, che è il condotto arterioso che durante la vita fetale e nelle prime ore dopo la nascita garantisce un flusso di sangue tra arco dell’aorta e arteria polmonare.

La sospensione va comunque rimandata al medico curante che consiglierà al meglio la paziente e ne verificherà la situazione.

Dosaggio cardioaspirina in gravidanza

L’utilizzo della cardioaspirina in gravidanza non deve essere fatto col fai da te ma solo stresso controllo e prescrizione medica.
Il dosaggio solitamente raccomandato è quello di una compressa da 100 mg al giorno che verrà comunque specificato dal proprio medico curante in funzione del quadro clinico del paziente.

Consigliata l’assunzione a stomaco pieno.

Cardioaspirina Controindicazioni

In linea generale la cardioaspirina è ben tollerata, l’unica principale controindicazione è l’ipersensibilità verso l’acetilsalicilico o altri componenti presenti nel farmaco.

In caso di presenza di tumore sanguigno il principio attivo del medicinale potrebbe dare luogo a:

  • tachicardia
  • vomito
  • vampate di calore
  • ipotensione

pertanto se chi la prescrive non è il solito medico curante è importante comunicare la presenza di patologie già diagnosticate in precedenza.

Inoltre l’ uso di cardioaspirina per lungo tempo può avere effetti collaterali che riguardo l’apparato cardiocircolatorio oltre alla funzionalità di reni,fegato, apparato respiratorio, pelle e sistema nervoso.

Gli effetti collaterali segnalati sono :

  • insufficienza renale
  • insufficienza cardiaca o epatica
  • anemia
  • epistassi
  • vertigini
  • sordità o ronzio
  • ipoprotrombinemia
  • dispnea grave
  • rinite
  • eritema nodoso o multiforme
  • colite
  • angioedema
  • ulcere esofagee
  • ulcere gastriche o dispepsia


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