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Ipertrofia prostatica – sintomi e rimedi. Ecco cosa c’è da sapere

In questa guida vedremo tutte quello che c’è da sapere sull’ipertrofia prostatica benigna. Analizzeremo quali sono le cause, i sintomi avvertiti e i possibili rimedi al problema.

L’ipertrofia prostatica benigna è una delle più comuni patologie della prostata. Questo organo maschile si sviluppa grazie alla presenza degli estrogeni e le sue dimensioni variano notevolmente in base anche all’età.

I dati sull’ipertrofia prostatica benigna

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Ipertrofia prostatica – immagini della patologia

La relazione tra età e IPB, viene così chiamata in linguaggio medico l’Ipertrofia Prostatica Benigna, è molto forte, visto che dopo i 50 anni aumenta il numero di estrogeni presenti nell’organismo. A manifestare il problema infatti sono gli uomini con un’età compresa:

• Tra i 30 e 40 anni (ne soffrono solo l’8% degli uomini)
• Tra i 50 e i 60 anni (ne soffrono il 50% degli uomini)
• Oltre gli 80% (ne soffre l’80% degli uomini)

Che cos’è l’Ipertrofia prostatica benigna

La prostata contiene diversi ricettori degli estrogeni e quando il loro numero aumenta in modo significativi, a causa dell’età, aumenta il rischio di ipertrofia. Si verifica cioè una crescita del tessuto prostatico della zona periuretrale. Il volume della prostata passa cioè da 30 a 500 grammi con la conseguente compressione dell’uretra. Si parla in questo caso di ipertrofia prostatica. Nel caso invece di iperplasia prostatica (o adenoma della prostata) si ha un aumento del numero di cellule dell’organo.

In linguaggio tecnico, infatti il termine ipertrofia prostatica non è del tutto corretto. L’ingrandimento dell’organo infatti non è dovuto ad un aumento volumetrico, numerico delle cellule. Quindi la patologia dovrebbe essere più correttamente chiamata iperplasia prostatica benigna.
Questo significa che, aumentando la sua massa, la prostata ingrossata inizia a bloccare il condotto urinario e gli effetti di questo problema sono immediatamente visibili nel paziente.

I sintomi dell’ipertrofia prostatica benigna

A causa di questa ostruzione, il flusso urinario comincia diventa anormale e a volte molto problematico. Può capitare che sia asintomatica, ma facendo attenzione ai segnali lanciati dal proprio corpo ci si rende conto che c’è qualcosa di strano. Tra i più frequenti sintomi dell’ipertrofia prostatica ci sono proprio la difficoltà ad urinare, la minzione prolungata o in più tempi, il flusso intermittente.

A causa di questa patologia si ha spesso l’urgenza di andare in bagno, anche di notte (nicturia), il getto non è più forte come in condizioni normali e si può avere un gocciolamento prolungato dopo la minzione.

Problemi causati dall’ipertrofia prostatica benigna

Con il passare del tempo questa patologia può causare problemi di carattere differente. Tra questi l’ipocontrattilità. A causa dell’ostruzione cronica della prostata, le cellule muscolari vengono sostituite da collagene e ciò comporta la perdita di contrattilità, con difficoltà conseguenti nella minzione.

Inoltre il fatto di non riuscire a espellere completamente l’urina può portare ad accumuli e ritenzione urinaria, con infezioni e calcolosi.

Come si effettua la diagnosi dell’ipertrofia prostatica

Per una corretta diagnosia dell’ipertrofia prostatica benigna è necessario un accurato esame clinico che comprende l’esplorazione rettale. E’ questa fondamentale per poter escludere la possibile presenza di altre patologie che si vadano a sovrapporre, moltiplicando i problemi.

L’esplorazione digito-rettale (EDR) è il momento più importante della diagnosi dell’ipertrofia prostatica. E’ un esame rapido e semplice con cui l’urologo riesce a valutare fisicamente le caratteristiche della prostata ingrossata. Mentre infatti una prostata in normali condizioni di salute ha una consistenza piuttosto molle, il tumore alla prostata benigno ha una consistenza dura e spesso irregolare.

Se si notano queste caratteristiche si procede all’esame più approfondito, ad esempio con una biopsia prostatica.

Gli esami più frequenti che vengono consigliati sono l’uroflussometria e lo studio pressione-flusso urodinamico. Importante è anche l’ecografia transrettale. Una piccola sonda riesce a ricostruire le immagini degli organi interni nel nostro corpo grazie alle onde sonore.

Ipertrofia prostatica rimedi

Per risolvere questo fastidioso problema ci sono varie alternative, che dipendono molto dallo stato di avanzamento della patologia. Se la prostata non è molto ingrossata, l’ostruzione alle vie urinarie può essere accettabile.

Molto dipende ovviamente dalla qualità di vita del paziente: se ci sono solo lievi problemi nella minzione, la soluzione più consigliata è il monitoraggio annuale o semestrale. Si effettuano degli esami del sangue, una visita urologica, ecografia transrettale ed esplorazione rettale, così da valutare se i sintomi stanno peggiorando.

Prostamol è uno dei rimedi naturali più utilizzati per i casi più lievi. Si tratta di un semplice integratore alimentare, pensato tuttavia per i primi sintomi dell’ipertrofia prostatica benigna. Rientra tra i fitofarmaci che vengono usati per risolvere l’ipertrofia prostatica benigna.

Tra i farmaci più utilizzati ci sono gli inibitori delle 5 alfa reduttasi, gli unici ad arrestare l’evoluzione dell’ipertrofia prostatica. Lo svantaggio è che hanno diversi effetti collaterali legati alla disfunzione erettile. C’è la possibilità infatti che diminuisca la quantità di spermatozoi e che ci sia un calo del desiderio. Proprio per questa ragione, gli uomini in età ancora sessualmente attiva spesso rinunciano a questa forma di trattamento farmacologico, che può portare anche all’impotenza e a problemi sessuali per un breve periodo.

L’alternativa è ricorrere agli alfa litici che migliorano il flusso urinario ed hanno un’azione quasi immediata.

L’intervento chirurghico per l’ipertrofia prostatica benigna

L’operazione chirurgica è da considerare necessaria nel momento in cui sorgono delle complicazioni, come ad esempio la ritenzione competa dell’urina, di diverticoli vescicali, insufficienza renale e infezioni urinarie.

Il trattamento chirurgico dell’ipertrofia prostatica adenomatosa si effettua negli ultimi anni con tecniche sempre meno invasive e più sicure. In genere si ricorre a questa soluzione quando si abbassa notevolmente la qualità della vita del paziente e quando i trattamenti farmacologici non danno i risultati sperati.

I migliori risultati si ottengono oggi con l’exeresi dell’adenoma prostatico tramite endoscopia. Si riducono rapidamente tutti i disturbi urinari con una rimozione immediata dell’ostruzione che causava il problema. Il flusso di urina aumenta più del 100% nell’80% dei casi.

Negli ultimi anni si sono tuttavia diffuse altre procedure endoscopiche che utilizzano la tecnologia del Laser, con cui trattare la prostata ingrossata sia di piccole che di grandi dimensioni. Il vantaggio è che c’è un minor rischio di sanguinamento e degenza ospedaliera. Alcune di questi interventi chirurgici col laser possono essere eseguiti anche in anestesia locale ambulatorialmente.

Dieta consigliata per l’iperplasia prostatica

A scopo preventivo esistono alcuni consigli che riguardano l’alimentazione. Certamente l’abolizione dell’alcol è uno dei punti più importanti. Per i soggetti in sovrappeso occorre ridurre il proprio girovita e dimagrire. Bisogna limitare le proteine e i grassi di origine animale. Devono costituire solo il 30% dell’apporto proteico e lipidico quotidiano. Si tratta di pochi cibi da evitare, così da ridurre le probabilità di insorgenza della patologia.

Prodotti consigliati per curare l’ipertrofia prostatica

ipertrofia-prostatica-benigna Come si cura l’ipertrofia prostatica con rimedi naturali? Prostamol è uno dei fitofarmaci più indicati per il trattamento di patologie di grado basso e viene spesso consigliato dai medici come un primo approccio terapico.

Si basa sul principio attivo della Serenoa Repens, una palma tipica nelle regioni meridionali dell’Europa. A differenza dei farmaci è meglio tollerata dall’organismo e ha effetti collaterali molto più blandi.


 

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