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La birra fa ingrassare? Calorie e Valori nutrizionali

La birra è uno delle bevande alcoliche più antiche e più diffuse nel mondo, e viene prodotta mediante la fermentazione alcolica grazie ai ceppi di Saccharomyces Cerevisiae, oppure Saccharomyces Carlsbergensis, con zuccheri che derivano da fonti amidacee.

La fonte di amidi più utilizzata è il malto d’orzo, ovvero l’orzo germinato e successivamente essiccato, che prende il nome di malto. Possono essere utilizzati anche altri cerali, come il frumento, il riso, il mais, specialmente per le preparazioni industriali.

In misura minore vengono impiegati anche l’avena, la segale ed il farro, mentre altre piante meno utilizzate sono il miglio, la radice di manioca, il sorgo d’Africa, l’agave e la patata.

Preparazione casalinga della birra

Attualmente è sempre più in voga la preparazione casalinga della birra, che rispecchia, nel piccolo, quella industriale. Tale lavorazione è divenuta legale nel nostro paese a partire dal 1995, anno in cui venne approvato il decreto legislativo n.504 del 26 ottobre 1995.

La birra fa ingrassare

La birra fa ingrassare

Le attrezzature che servono per la preparazione della birra si trovano tutte in un kit, distribuito da aziende specializzate nel settore, anche se moltissimi appassionati amano costruirselo da soli. Per la realizzazione di questa bevanda fatta in casa, si adoperano tre tecniche differenti tra di loro, per la difficoltà e per la qualità del prodotto una volta finito:

1. Birra estratta da malto luppolato
2. Birra estratta da malto non luppolato, con o senza l’aggiunta di grani speciali
3. Birra da “All Grain”, ovvero che si realizza partendo dai grani di malto e da ingredienti non preparati in precedenza

Durante la fase di preparazione della birra da estratto, si saltano alcune fasi determinanti del processo, tra cui l’ammostatura ed il lavaggio delle trebbie, per queste motivazioni, infatti, non possiamo considerare tale processo come una vera e propria birrificazione.

Tra gli appassionati della birra sta prendendo piede, negli ultimi anni, una variante della tecnica All Grain, ovvero la BIAB, acronimo di “Brewing in a bag”. Tale lavorazione consiste nell’introduzione dei grani macinati in una pentola di mashing, all’interno di un sacco che funge da filtro, per poi essere rimosso prima della bollitura.

Questa tecnica, che salta la fase di sparing, consente di ridurre in maniera notevole sia i costi che i tempi di produzione della birra.

Valori nutrizionali della birra

Composizione chimica Valore per 100 grammi RDA
Parte edibile 100,00%
Acqua 93,50 grammi
Carboidrati disponibili 3,50 grammi
Zuccheri solubili 3,50 grammi
Proteine 0,20 grammi
Grassi lipidi 0
Saturi totali 0
Monoinsaturi totali 0
Polinsaturi totali 0
Colesterolo 0
Fibra totale 0
Fibra solubile 0
Fibra insolubile 0
Alcol 2,80 grammi
Sodio 10 mg 0,67% RDA
Potassio 35 mg 0,74% RDA
Ferro 0 mg 0% RDA
Calcio 1mg 0,10% RDA
Fosforo 28 mg 4% RDA
Magnesio ND
Zinco ND
Rame ND
Selenio ND
Tiamina vitamina B1 0 mg 0% RDA
Riboflavina vitamina B2 0,03 mg 2,31 RDA
Niacina vitamina B3 0,90 mg 5,63 RDA
Vitamina A retinolo eq. 0 mg 0% RDA
Vitamina C 1 mg 1,11% RDA
Vitamina E 0 mg 0% RDA
Vitamina B6 ND
Vitamina B12 ND
Manganese ND

La birra fa ingrassare?

Molti di voi si staranno chiedendo se la birra fa ingrassare, ma è arrivato il momento di sfatare questo mito: la birra non fa ingrassare. Essa infatti, possiede meno calorie di un comune succo di frutta, ed in grammi di prodotti classico, ovvero di birra chiara, vi sono appena 34 calorie, meno di un succo di arancia, che ha 35 calorie.

Se al consumo di frutta preferiamo bere del latte, dobbiamo mettere in conto che esso contiene 64 calorie per quello intero, e 46 invece per il prodotto parzialmente scremato. Allora perché molti sono convinti che tale bevanda faccia ingrassare?

La colpa non è dell’apporto energetico, ma del quantitativo che si consuma. Una volta ingerita una sorsata di birra, l’alcol che entra in circolo nel nostro organismo è pari al 20%, perché assorbito dallo stomaco. Una volta nel sangue, questo arriva al fegato, dove viene successivamente scomposto.

Durante tale processo, vengono liberate le scorie, e nel mentre il cervello registra la presenza di queste sostanze, ordina al nostro corpo di smettere di bruciare grassi, e di iniziare così a produrne altri, mediante l’impiego di una sostanza che prende il nome acetil-CoA.

Il nostro corpo è in grado di elaborare sono circa 30 ml di alcol all’ora, e dunque tutto quello che introduciamo in più, si trasforma in aumento del peso corporeo.

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