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Parkinson: l’arte e la musica possono aiutare i pazienti

L‘arte e la musica possono essere di grande aiuto ai malati di Parkinson, favorendo il mantenimento di un’autonomia motoria maggiore e, in generale, di una migliore qualità della vita. Si tratta di frontiere che è bene non trascurare dato che i numeri di questa malattia sono in crescita. Nel 2014 si parlava infatti di 300.000 di soggetti con la patologia in Italia e non tutti di età senile.

Perché si ottengano risultati, è fondamentale che i programmi di riabilitazione siano gestiti da operatori specializzati e portati avanti sulla base di conoscenze scientifiche ufficiali.

Questi aspetti saranno i fondamenti del Fresco International Workshop, un incontro dedicato alla plasticità sinaptica che, con alle spalle l’organizzazione della New York University, andrà in scena dal 14 al 17 novembre a Firenze.

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Numerosi gli esperti che interverranno

Saranno diversi gli esperti che interverranno nel corso del convegno. Tra questi, è possibile ricordare il neurobiologo Semir Zeki, che si soffermerà sulle basi neurobiologiche che gestiscono la percezione del bello.

Molto atteso è anche Gottfried Schlaug, che incentrerà il suo intervento sul modo in cui la musica riesce a migliorare la plasticità del cervello.

Nella seconda parte della prima giornata, ci si soffermerà sugli studi che, numeri alla mano, hanno portato alla luce l’efficacia di arte e musica nel trattamento della malattia di Parkinson.

Ci si sposterà poi nella meravigliosa cornice di Palazzo Strozzi. Qui, prendendo come riferimento l’esperienza del Centro Parkinson Villa Margherita di Vicenza e il progetto Dance Well di Bassano del Grappa, verrà messo in scena un percorso di interazione con le opere della performer Marina Abramovic.

Degno di nota è anche il lancio da parte della Fondazione Fresco di un percorso di formazione continua dedicato ai medici e agli operatori sanitari che si occupano di gestire malati di Parkinson. L’inizio ufficiale di tutto è previsto per il mese di gennaio 2019.

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