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Proteina C reattiva alta: sintomi, cause, come risolvere il problema

Se sei qui, significa che vuoi sapere qualcosa di più sulla proteina C reattiva alta e, soprattutto, vuoi risolvere il problema. Per aiutarti a capire meglio la situazione, abbiamo creato una guida passo passo che puoi leggere nelle prossime righe.

Cosa è la proteina C reattiva

Partiamo dalle basi. Ciò significa, prima di parlare di proteina C reattiva alta, capire di cosa si parla quando si nomina la proteina C. Di cosa si tratta di preciso? Di una proteina sintetizzata dal fegato, ma anche dalle cellule adipose.

Proteina C reattiva alta

Proteina C reattiva alta

Se è in corso un processo infiammatorio, è possibile trovarla in dosi molto alte. Fondamentale, inoltre, è ricordare che la sua scoperta risale all’inizio degli anni ’30. La proteina è stata individuata nel corso dell’analisi del siero di alcuni pazienti affetti da pneumococco.



Il nome deriva dal fatto che gli scopritori, Τillett e Francis, notarono una reazione all’antigene polisaccaridico C dello pneumococco. Inizialmente venne considerata patogenetica.

Questa considerazione era legata all’individuazione di livelli di proteina C reattiva alta anche in soggetti malati di cancro.

Quando è il caso di mettersi in allarme e controllare i valori di proteina C? Nei casi in cui si palesano sintomi come affaticamento, gonfiore della pelle, dissenteria. Nel novero dei segnali che possono far pensare alla proteina C reattiva alta bisogna includere anche il dolore addominale, il dolore pelvico, l’inspiegabile perdita di appetito.

I soggetti con proteina C reattiva alta, generalmente, lamentano anche dolore articolare non dovuto a movimenti fisici bruschi.

Proteina C reattiva alta cause

Quali sono le cause della proteina C reattiva alta? Ecco le principali

Proteina C reattiva cause

Proteina C reattiva cause

 

  • Infezioni
  • Pancreatite
  • Appendicite
  • Pielonefrite
  • Gotta o, in generale, casi di eccesso di acido urico
  • Lupus
  • Τurbercolosi

I fattori eziologici alla base del problema della proteina C reattiva alta sono molti di più. A seconda della discrepanza rispetto ai valori normali, si può parlare di una determinata causa. Di questo, però, parleremo nei prossimi paragrafi.

Cosa fare?

Quando si palesano i sintomi precedentemente citati, cosa bisogna fare? La prima cosa da ricordare in questi frangenti è la necessità di fare un esame del sangue. Attraverso questo accertamento diagnostico, infatti, si può individuare la proteina C reattiva alta.



Il giorno dell’esame, si può mangiare senza problemi. Molto importante è specificare che l’esame della proteina C reattiva, combinato con quello del colesterolo, è in grado di individuare il rischio di malattie cardiovascolari.

Proteina C reattiva valori normali

Proteina C reattiva valori normali

Proteina C reattiva valori normali

Quali sono i valori normali della proteina C reattiva? La prima cosa da dire al proposito, è che si misurano in mg/L (milligrammi al litro). I valori, quando sono nella norma, non superano gli 8 mg/L. In linea di massima, le donne li hanno leggermente più alti rispetto ai soggetti di sesso maschile.

I valori, in ogni caso, aumentano con il passare degli anni. Nel caso del singolo evento infiammatorio, la proteina C reattiva comincia ad aumentare una volta trascorse un paio d’ore dall’inizio della situazione.

Nella fase acuta, la proteina C reattiva alta può arrivare a livelli altissimi, superando di 500.000 volte i valori normali.

Il discorso relativo a proteina C reattiva valori normali deve essere approcciato in maniera diversa quando si parla di rischio cardiovascolare.

In questi frangenti, si fa riferimento alla seguente scala di valori:

  • meno di 1 mg/L: basso rischio
  • valori compresi tra 1 e 3 mg/L: rischio medio
  • valori superiori a 3 mg/L: rischio elevato

Per concludere, ricordiamo che ci sono diversi rimedi per tornare ai valori normali di proteina C reattiva. In generale, per combattere in maniera naturale la proteina C reattiva alta si consiglia di modificare la dieta, adottandone una più adatta alla prevenzione del rischio cardiovascolare.



Essenziale, inoltre, è curare l’attività fisica. Se la situazione è particolarmente grave e la vita sana non normalizza i valori, il medico può prescrivere un farmaco per abbassare il colesterolo. Un esempio utile da chiamare in causa in questi casi è la terapia a base di aspirina.

Nelle situazioni in cui, invece, si ha a che fare con un’infezione e con un basso rischio cardiaco, si può ricorrere a rimedi della nonna come aglio, uno dei migliori antibiotici naturali, e propoli, clicca qui per scoprire le proprietà della propoli.

Quest’ultima soluzione, è caratterizzata da eccellenti benefici antimicrobici, antibiotici e antinfiammatori. Molto utili sono anche l’astragalo e l’echinacea.

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