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Dieta Alcalina benefici, cosa mangiare e quali cibi evitare?

Quando si avvicina la bella stagione, inizia anche il periodo in cui ci si prende maggiore cura del proprio benessere, in particolare si presta più attenzione a ciò che si mangia, anche in previsione della temuta “prova costume”.

L’alimentazione, all’avvicinarsi della stagione estiva, spesso subisce delle modifiche, compiute in piena autonomia o dopo avere consultato siti internet, dedicati alla salute e al benessere.

Tra le tante diete, disponibili in rete, è possibile imbattersi in una che ha fatto parlare molto di sé per i suoi benefici, sia tra gli esperti sia tra i non addetti ai lavori, e che continua a suscitare accese discussioni.

Dieta alcalina benefici

Dieta Alcalina

Dieta Alcalina

Proviamo a spiegare i benefici e cibi consigliati in una dieta alcalina in modo semplice e a trarne spunto per fare delle riflessioni importanti sulla nostra salute, in relazione ad un consumo consapevole e razionale dei cibi, che portiamo ogni giorno in tavola.

Con una dovuta premessa: tutto quello che accade nell’organismo umano, risponde a teorie, a fenomeni e a leggi, che si possono consultare sui testi di anatomia, fisiologia, fisica e biochimica.

La nutrizione umana richiama concetti,anche basilari, di tutte queste discipline, che non sono suscettibili a interpretazioni o pareri personali.

L’argomento “alimentazione” è forse tra i più controversi, spesso bistrattato, a volte proposto in modo più suggestivo che scientifico.

Cosa è la dieta alcalina?

Intanto cominciamo con il chiarire che la dieta alcalina non è una dieta dimagrante, quindi non serve per perdere peso, piuttosto è una dieta proposta, dal suo ideatore e dai sostenitori, come un regime salutare, capace di tenere lontano situazioni che potrebbero favorire la comparsa di malattie, anche molto gravi.

In poche parole, la dieta alcalina si basa sul consumo di cibi che non hanno caratteristiche “acide” o che danno vita a composti acidi nell’organismo, nei vari processi metabolici. I composti acidi, se assunti in eccesso e senza una loro corretta neutralizzazione, da parte di composti “alcalini”, possono risultare corrosivi, aggressivi sui tessuti organici e portare, nel tempo, a situazioni patologiche.

Quindi, la dieta alcalina promuove un largo consumo di cibi alcalini o alcalinizzanti, allo scopo di compensare e neutralizzare gli effetti dei cibi acidi o acidificanti. La loro interazione dà origine ad una reazione, nota in chimica come “reazione di neutralizzazione o acido-base”.

Cibi da evitare

Parliamo prima dei cibi da evitare.

I cibi che hanno una azione acidificante sono soprattutto le carni e suoi derivati, sia bianche che rosse, i legumi secchi, i latticini e derivati, la cioccolata (va bene solo quella fondente con alta percentuale di cacao) e derivati, la frutta acida, alcune verdure se consumate cotte, uova e derivati, i cereali, i grassi in genere, le bevande alcoliche.

Cibi alcalinizzanti

I cibi che manifestano una azione alcalinizzante sono la frutta dolce, consumata cruda e non frullata, le verdure, crude e centrifugate, lo yogurt magro, il miele, le fibre.

Il pesce è ammesso, quindi non si tratta nemmeno di una dieta vegetariana.

L’obiettivo della dieta alcalina sarebbe quello di evitare oscillazioni del ph dell’organismo, dovute all’azione dei composti chimici assunti con la dieta. Nulla è inerte, una volta introdotto nel corpo e immesso nel torrente circolatorio. Qualcosa succede, sempre.

Il ph è un parametro molto importante, in diversi ambiti. In quello medico, consente di fare delle valutazioni cliniche, dal suo valore si possono ricavare tante e utili informazioni sullo stato generale di salute di un individuo.

Come si stabilisce il suo valore?

In seguito ad una reazione chimica, a cui viene sottoposto il composto in esame, si legge un valore numerico, su una scala, il cosiddetto “ piaccametro”, tale valore può essere compreso tra 0 e 14.

  • Da 0 a 7,06 è acido
  • Il valore 7,07 è neutro
  • Da 7,08 a 14 è alcalino (o basico)

Quindi, il comportamento di una sostanza, durante una reazione chimica, che può avvenire in una soluzione acquosa, per esempio durante un test in un laboratorio di analisi o mentre prepariamo il pranzo, nella cucina di casa, o nel nostro organismo, dipenderà da questo valore.

Nell’organismo umano il ph non è uguale dappertutto, nel tubo digerente varia in funzione dell’organo interessato, quello del sangue è tra 7,35 e 7,45 e quello dell’urina tra 4,5 e 8.

Il ph ematico è di vitale importanza, ammette solo minime variazioni, la condizione “acida” non è accettabile e soprattutto non è compatibile con la vita stessa.

Per questa ragione, la dieta alcalina ha suscitato tanto interesse: è stata divulgata come la soluzione ad un problema reale, che affligge la società odierna, la quale tende a consumare cibi fortemente acidi. In pratica la maggior parte della popolazione mondiale, mette costantemente a rischio la propria salute.

E’ innegabile che il modo in cui ci si alimenta condiziona lo stato generale della nostra salute. In effetti, quando si presentano i primi acciacchi o si riceve la diagnosi di una patologia cronica, come l’ipertensione o il diabete, il primo approccio terapeutico è proprio rivolto all’alimentazione.

A volte, è sufficiente cambiare delle abitudini alimentari, per poter ritardare l’inizio di una terapia farmacologica. In ogni caso, il cibo gioca sempre un ruolo fondamentale nella gestione, efficace, di una patologia. Gli alimenti contengono composti chimici che, come tali, danno luogo a reazioni nei nostri fluidi organici. Queste reazioni generano altri composti, utilizzati in vario modo dall’organismo. Proprio inerti non sono!

Il corpo umano è una macchina “intelligente”, un aggettivo spesso usato a casaccio, ma in questo caso è decisamente appropriato. Esso sa di cosa ha bisogno e anche in quale quantità. Tutto quello che è in eccesso o che non gli serve, si attiva per eliminarlo, attraverso tanti meccanismi, alcuni semplici, altri molto sofisticati e complessi, ma tutti efficaci. Anche le situazioni anomale, come una variazione del ph sanguigno,appunto, fa in modo di riportarla alla normalità. In brevissimo tempo.

Il ph del sangue subisce oscillazioni, durante tutto l’arco della giornata, in seguito a vari stimoli, come lo sforzo fisico, la respirazione, l’uso di farmaci, il fumo, le emozioni: il cibo non è l’unico fattore capace di modificarlo.

Questi stimoli sono tutti riconducibili a dei composti chimici, di conseguenza siamo sempre sottoposti a condizioni che possono fare variare il ph del sangue. L’intelligenza del corpo sta proprio nell’avere escogitato strategie che riportano tutto in equilibrio.

Sistema tampone

Per neutralizzare la reazione acida prodotta dalle molecole, comprese quelle derivate dai cibi, l’organismo attiva due sistemi, definiti uno “sistema tampone” e l’altro “ sistema compensativo”.

Il sistema tampone si avvale di composti quali i bicarbonati, i fosfati, le proteine plasmatiche, l’emoglobina e l’ossiemoglobina.

Il sistema compensativo attiva i reni e i polmoni, con un meccanismo molto più complesso e più lento rispetto al primo. Il rene, attraverso l’urina, allontana le scorie, le tossine, compresi gli acidi in eccesso. I polmoni, ad ogni atto respiratorio, eliminano i composti che hanno subito una trasformazione,dalla quale si è generata l’anidride carbonica.

Sono entrambi sistemi molto efficaci, in grado di scongiurare l’instaurarsi di una condizione, piuttosto seria, nota come “acidosi metabolica”, che favorisce stati infiammatori sistemici, uno stress generale dell’ organismo, un ambiente sfavorevole alle cellule di tutti gli organi, con conseguenze, se protratta nel tempo, anche molto gravi.

Questa sindrome si verifica quando nel corpo si ha un accumulo di composti acidi, non adeguatamente compensato da un accumulo di sostanze alcaline. L’accumulo può essere dovuto ad una eccessiva ingestione o di una aumentata produzione di sostanze acide, ad una insufficiente quantità di bicarbonati, ad una ridotta escrezione sia dal tratto gastrointestinale che renale.

Le cause che possono alterare l’equilibrio acido-base sono tante, sicuramente tra queste c’è anche una alimentazione non bilanciata, ma altre cause sono malattie come l’insufficienza renale, il diabete, disturbi al fegato, all’apparato respiratorio, l’uso prolungato di alcuni farmaci, come i diuretici, anche alcune condizioni come il vomito e la diarrea profusa.

Le condizioni quali il vomito e la diarrea prolungata, richiedono accorgimenti che servono a compensare la perdita dei sali minerali, persi ad ogni episodio. Comunque, sono situazioni transitorie, di facile risoluzione.

Per quanto riguarda le patologie, quali il diabete, l’insufficienza renale e l’ipertensione, la vera arma per tenere lontana l’acidosi metabolica è la prevenzione delle malattie stesse.

Prevenzione delle malattie con la dieta alcalina

E la prevenzione è una partita che si gioca soprattutto a tavola, associata ai controlli periodici di alcuni parametri clinici, ovvero la glicemia, i trigliceridi, il colesterolo ( HDL e LDL), l’emoglobina glicata, la pressione arteriosa, la Ves, e altri ancora.

L’organismo ha bisogno di carboidrati (gli zuccheri), di proteine, sia animali che vegetali, di grassi, preferendo i cosiddetti “insaturi”, di vitamine, di sali minerali e di un apporto di acqua che risponda alle esigenze specifiche di ogni singolo individuo.

La dieta deve essere varia, non dovrebbe incoraggiare il consumo di una categoria di alimenti soltanto, anche se alla base ci potrebbero essere motivi condivisibili ,e in parte validi dal punto di vista nutrizionale; il rischio potrebbe essere quello di incorrere in carenze di altre sostanze, necessarie all’organismo.

Inoltre, una regolare attività fisica, leggera ma costante, aiuta a mantenere una stato generale di benessere. E’ sufficiente una camminata di 30 minuti al giorno, a passo sostenuto, per vedere migliorare la funzionalità cardiaca, polmonare, respiratoria e l’umore.

Tornando alla dieta alcalina, questa ha il pregio di promuovere un maggior consumo di frutta e verdura, specie non cucinate,in quanto i comuni metodi di cottura tendono ad impoverirle di tutti gli elementi nutritivi di cui sono ricche, ovvero vitamine e sali minerali.

Per renderle davvero fonti valide di questi preziosi nutrienti, essenziali per l’organismo, l’ideale è consumarle sotto forma di centrifugati o mangiarle crude, come suggerisce la dieta alcalina.

Abolire del tutto, dal proprio regime alimentare, la carne non è consigliato dalla maggior parte dei nutrizionisti, in quanto fonte di proteine facilmente assimilabili e utilizzabili dall’organismo, oltre a contenere in modo bilanciato tutti gli aminoacidi indispensabili, i lipidi (i grassi), le vitamine e i sali minerali.

Piuttosto è utile scegliere i tagli con meno grasso visibile e possibilmente la carne bianca, più digeribile.

La carne non è nemmeno eliminata dalla dieta di un paziente affetto da insufficienza renale. Le proteine tendono a produrre più scorie, più tossine, più sostanze di scarto, che il rene deve eliminare attraverso le urine. Un rene affaticato, o che ha perso del tutto la funzionalità, deve sicuramente ridurre il proprio carico di lavoro, mangiando meno proteine, ma una piccola quota, il nostro organismo, deve comunque riceverla per il corretto funzionamento di altri organi.

Il pesce, il cui consumo è previsto nella dieta alcalina, è una altra valida fonte di proteine, ma non solo, anche di grassi “buoni”, i cosiddetti acidi grassi polinsaturi, della serie omega -3 e 6, utili nella prevenzione e nel trattamento di diverse patologie, tra cui il diabete, di disturbi cardiaci, di infiammazioni. Il pesce è anche fonte della preziosa vitamina D, fondamentale per le ossa.

I legumi e i cereali, di cui si sconsiglia il consumo nella dieta alcalina, in verità sono due fonti di proteine, di carboidrati, di sali minerali e di vitamine, che associate insieme potrebbero sostituire del tutto il consumo della carne. E questo è un consiglio fornito, di recente, anche dai nutrizionisti e dagli specialisti nel trattamento dei tumori e di patologie cardiovascolari.

Insomma, sapersi alimentare richiede buon senso e conoscenza delle esigenze individuali.

Un merito alla dieta alcalina va riconosciuto,ed è quello di valorizzare il maggior consumo di quella categoria di alimenti meno consumata, specie dai bambini e dagli adolescenti, o che non è introdotta in modo corretto.

Centrifugati nella dieta alcalina

centrifugati di frutta

centrifugati nella dieta alcalina

Allora via libera ai centrifugati, specie in questo periodo, in cui la frutta e la verdura sono più succose e nutrienti. Come sceglierle?

Al di là del concetto di acidità e di alcalinità, è sempre una scelta saggia e salutare propendere per quella di stagione, da consumare cruda. Mentre, per quanto riguarda i centrifugati, la scelta si potrebbe fare in funzione di due aspetti: salute e bellezza.

La pelle va preparata all’esposizione solare fin da ora, anche agendo dall’interno, con il consumo di frutta e verdura ricche di vitamina A (betacarotene), C, E, di selenio e di coenzima Q10. Tutte queste sostanze hanno il potere il proteggere la pelle dai danni causati dai ai raggi ultravioletti, ma anche di mantenerla piu idratata, più elastica, più luminosa, inoltre il betacarotene favorisce la produzione della melanina, il pigmento che colora di scuro la pelle ma che è anche un protettore naturale dai raggi Uv.

Dove li troviamo questi nutrienti?

Il betacarotene nella frutta e nella verdura di colore giallo, arancione e verde, come le albicocche, le pesche, i meloni, i broccoli. La carota è, tuttavia, la principale fonte. Un ottimo centrifugato di frutta, a base di questo ortaggio, è il noto ACE, ovvero preparato con 3 ingredienti, ricchi di vitamine A,C ed E.

Servono:

  • 3 arance grosse succose e non trattate
  • 1 carota
  • 2 limoni

Inoltre si possono preparare i cosiddetti “beveroni” anche per aiutare l’organismo a depurarsi, a sgonfiare gli arti inferiori, ma anche semplicemente per fare una scorta di tutte le vitamine e di sali minerali, di cui non se ne consuma mai abbastanza.

Ottime le associazioni:

  • 2 gambi di sedano, 2 carote e 1 mela.
  • 2 gambi di sedano, 1 cetriolo e 5 foglie di spinaci
  • 2 fette di anguria, 3 fette di ananas e 5 fragole.

Quale strumento usare per estrarre i nostri succhi e Centrifugati?

Un ottimo estrattore di succo freddo è l’Estraggo pro del quale abbiamo parlato nell’ultimo articolo, facile da pulire e con un ottimo rapporto qualità prezzo. E soprattutto un’ottima qualità ;-)

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E non dimentichiamo di bere almeno 1,5 -2 litri di acqua al giorno, per il corretto funzionamento di tutto l’organismo, in particolare dei reni.

A proposito del limone, acidifica o alcalinizza il nostro corpo?

Probabilmente qualcuno avrà pensato al limone, dopo tutto questo disquisire sulla “acidità” e “alcalinità”.

E’ acido o alcalino?

Dunque, è sicuramente un frutto dal sapore acido e aspro. La sua acidità è dovuta alla presenza di un composto, l’acido citrico.

Però, una volta ingerito subisce una reazione di ossidazione, dalla quale si generano sali che portano alla formazione di carbonati di calcio e di bicarbonati di potassio, i quali alcalinizzano il sangue. (Articolo di Antonella Zisa)

Cellulite? Vade retro! Ecco come iniziare una dieta alcalina per combatterla!

Il nostro organismo è un insieme di complicati processi che si svolgono giorno dopo giorno, atti a consolidare il benessere dello stesso. È paragonabile a un macchinario complesso dalle infinite funzioni, tutte connesse tra di loro tramite un unico organo: il cervello.

Per far sì che all’interno di questo meccanismo ben oliato tutto si comporti alla perfezione, è necessario che vi sia un equilibrio tra due parti ben distinte: acide e alcaline. Questo viene indicato da un’unità di misura che nel tempo abbiamo imparato a distinguere e conoscere, il pH il quale influisce su ogni cellula del corpo.

Il nostro sistema organico necessità di un pH che superi il livello neutro 7.0. Tale situazione viene definita alcalina. Nel momento in cui vi è uno squilibro e l’acidità prende il sopravvento, l’organismo si ribella e ci fa sapere che qualcosa non sta andando nel verso giusto.

In che modo? Interrompendo tutte le attività e le funzioni cellulari. L’acidità cronica può quindi portare a una forte sensazione di spossatezza, eccesso di peso, cattiva digestione, dolori e persino gravi conseguenze.
bere acqua e limoneTutto questo nuocerà sulle nostre abitudini quotidiane e renderà la vita un vero e proprio inferno.

Se ci fate caso, ho voluto evidenziare l’eccesso di peso. Perché? Provate a riflettere per qualche secondo, che cosa facciamo per sopravvivere ogni giorno? È un gesto talmente spontaneo e piacevole che non ci rendiamo conto si tratta invece della modalità più importante che permette a ogni essere umano di vedere l’alba del giorno successivo. Sto parlando del cibo, è esatto.

Attraverso gli alimenti che ingeriamo per ben minimo tre volte al dì, noi forniamo al nostro corpo tutte le sostanze di cui ha bisogno per carburare ma anche quelle di cui dovrebbe fare a meno. Questo può portare a un incredibile squilibrio tra acidità e alcalinità, facendo schizzare alle stelle il livello del pH e, di conseguenza, portando a un incremento di peso e alla formazione della cellulite.

Iniziare una dieta alcalina: combattere la cellulite con il giusto equilibrio

Ora che abbiamo compreso a fondo di che cosa stiamo parlando e il connubio con questo fastidioso problema anti-estetico, è arrivato il momento di affrontare il succo del discorso: la dieta alcalina.

È la soluzione ideale e più costruttiva per eliminare il problema alla radice.

Iniziare una dieta alcalina è la chiave per ottimizzare la nostra salute. Questa è in grado di mantenere i tessuti morbidi ed elastici e, soprattutto, di ridurre l’infiammazione che porta alla comparsa della cellulite.

Ma come è possibile sapere se ciò che si sta mangiando è alcalino?

Come accennato in precedenza, è il pH ad avere il controllo totale in questo caso. Questo può essere misurato attraverso uno strumento apposito che si acquista facilmente in farmacia. Il livello va valutato in base alla prima urina del mattino. Si ricorda che un valore al di sotto del 7.0 è considerato acido, mentre quello superiore è alcalino.

Per iniziare una dieta alcalina  per combattere la cellulite è utile puntare su alimenti freschi come frutta e verdura, in particolare quelle a foglia sono maggiormente alcalinizzanti. Altri cibi da avere sempre in frigo sono: ortaggi a radice (ravanelli, barbabietole, carote e rape), crocifere (broccoli, cavoli, cavolfiori e cavoletti di Bruxelles), spinaci, cetrioli, aglio, limoni e mele.

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Per cominciare il nuovo stile di vita i passaggi da seguire sono:

Per approfondire la tematica e capire come trattare a fondo il problema, ecco le soluzioni studiate e testate per contrastare la cellulite con l’alcalinizzazione. Questo porterà a una diminuzione del peso corporeo e ci farà sentire più carichi di energia, più concentrati e più… vivi.

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