Depurarsi in modo naturale

Effetti collaterali del cortisone: gonfiore e stanchezza

Il cortisone è un ormone corticosteroide (glucocorticoide). Riduce la naturale risposta difensiva del corpo e diminuisce in modo drastico i sintomi come gonfiore e reazioni di tipo allergico. Questo farmaco è usato per trattare varie condizioni croniche e patologie come l’artrite, cattiva circolazione, disfunzioni ormonali, malattie del sistema immunitario, reazioni allergiche, dermatiti, infezioni oculari, patologie cardiorespiratorie e alcuni tipi di cancro.

Se da una parte, è un rimedio per tantissime malattie anche allo stadio avanzato; da un’altra, gli effetti collaterali del cortisone sono altrettanto gravi ed è per questo che ti consiglio di leggere l’articolo guida su come smaltire e sgonfiarsi dal cortisone.

Il cortisone porta gonfiore e per più tempo lo assumi più sarà difficile e lungo il tempo che ci metterai a smaltirlo e tornare in forma. Rispondere quindi alla domanda in quanto tempo viene smaltito il cortisone non è possibile in quanto non esiste una sola risposta ma dipende da che dosi hai assunto e per quanto tempo.

L’uso del cortisone, infatti, è limitato e consigliato dal medico solo in alcuni casi specifici o comunque gravi, laddove altri farmaci non hanno provocato miglioramenti. Gli effetti collaterali del cortisone sono molteplici, non è certo una cura da somministrare con leggerezza perché se da un lato è molto efficace e può salvare la vita, dall’altro, potrebbe fare insorgere altre complicanze. Vale la pena, quindi, soffermarci in modo dettagliato sui suoi effetti collaterali, su quelli più comuni e quelli più gravi.

Tieni comunque presente che se il tuo medico ha deciso di prescriverti questa tipologia di farmaco, vuol dire che il beneficio per te è maggiore del rischio circa gli effetti collaterali. In ogni caso, nella maggioranza dei casi, le persone che lo assumono, non riscontrano gravi effetti.

Cosa è il cortisone

Il cortisone è un tipo di farmaco che tratta un’ampia varietà di condizioni, ma soprattutto, la sua azione va a sopprimere varie tipologie di infiammazioni in stadio anche avanzato. I rimedi al cortisone, spesso chiamati corticosteroidi, appartengono a una classe di farmaci noti come glucocorticoidi.

Può essere assunto sia sotto formo di pillola che per iniezione locale. Quest’ultimo metodo di somministrazione è preferito per trattare tutta una serie di patologie, tra cui: borsite, gotta, cisti e noduli, gravi forme di acne, tendiniti e diversi tipi di artrite. Quando si presentano questi casi, i medici iniettano il farmaco direttamente nell’area dell’infiammazione, per questo viene chiamata iniezione locale.

Iniettare il cortisone potrebbe irritare visibilmente il tessuto adiposo attorno alla zona dove è stato inserito l’ago, ma questo effetto collaterale è davvero comune e solo temporaneo.

Per cosa si usa il cortisone?

Come accennato, il cortisone è un farmaco steroideo che aiuta a ridurre gonfiori e altri sintomi dati da una infiammazione. Agisce bloccando il rilascio delle molecole che causano l’infiammazione. Quest’azione non fa altro che impedire al tuo corpo di avere una risposta immunitaria (ciò che provocano rossori, gonfiori, crisi respiratorie, ecc.).

Il cortisone, quindi, è usato per trattare diverse condizioni e patologie data la reazione importante che induce nel corpo.

Fra le tante, possiamo elencare le caratteristiche terapeutiche più comuni del cortisone:

  • Antiinfiammatorio
  • Trattamento o prevenzione di reazioni allergiche
  • Trattamento di alcuni tipi di malattie autoimmuni
  • Riduzione di ssma e altre patologie respiratorie croniche
  • Fa parte della cura per alcune varietà di tumori, come la leucemia, il linfoma e il mieloma multiplo
  • Allieva la nausea e il vomito associati ad alcuni farmaci chemioterapici
  • Stimola l’appetito nei pazienti oncologici
  • Sotto forma di lozione (a uso topico) è utilizzato per le reazioni allergiche cutanee, in quanto allevia i sintomi di prurito, arrossamento e gonfiore
  • Viene usato anche come sostituto degli steroidi in condizioni di insufficienza surrenalica
  • Allevia le forme di artrite tra cui l’artrosi e l’artrite reumatoide
  • Viene impiegato nel trattamento della colite ulcerosa, dell’anemia e del Lupus

Gonfiore da cortisone quanto dura?

Non esiste una sola risposta a questa domanda ovviamente in quanto dipende da vari fattori quali:

  • per quanto tempo hai assunto cortisone e di che tipologia
  • le dosi del medicinale assunte
  • la tua attività fisica precortisone, durante il periodo di assunzione e post, muoversi è fondamentale per aiutare il nostro corpo a drenare e a smaltire il cortisone con più velocità
  • la tua tipologia di alimentazione quotidiana
  • consigliato il consumo di poco o nessun cibo contenente farina bianca e glutine, ottimo bere tisane detox e acqua almeno 2/3 litri al giorno

Cortisone e fame nervosa cosa fare?

Oltre a fare gonfiare, purtroppo il cortisone fa anche a venire una gran fame nervosa, al punto che in certi momenti ti mangeresti qualsiasi cosa senza fermarti e sopratutto anche quando non hai appetito.

I miei consigli per combattere la fame nervosa durante l’assunzione di cortisone sono:

  • prima di aprire la credenza e prendere qualsiasi cosa e metterla in bocca, prova a chiederti “ho davvero fame oppure mi sto facendo battere dalla fame nervosa”?
  • concediti degli strappi sul cibo ma sempre con prudenza e mangiando cibi poco gonfianti (pane e pasta) e soprattutto poco calorici
  • consuma tisane e the verde per riempire lo stomaco e darti un tono a livello fisico e mentale

Effetti collaterali del cortisone

Effetti collaterali del cortisone

Effetti collaterali del cortisone

La maggior parte delle persone, per fortuna, non riscontra tutti gli effetti collaterali del cortisone che andremo a elencare (dai più comuni ai più rari). Questo vuol dire che le reazioni del corpo ai farmaci glucocorticoidi sono spesso prevedibili in termini di inizio, durata e risoluzione autonoma.

Gli effetti collaterali, infatti, sono quasi sempre reversibili e scompaiono da soli una volta completato il trattamento. In ogni caso, ci sono molti modi per aiutare a ridurre o prevenire le reazioni al cortisone, parlane col tuo medico prima di cominciare una cura, e soprattutto, aspetta la risposta da parte del tuo corpo dato che è diversa da persona a persona.

Partiamo dagli effetti indesiderati più comuni, ossia, quelli che si verificano in più del 30% dei casi:


  • Aumento dell’appetito
  • Attacchi di fame nervosa
  • Irritabilità
  • Insonnia
  • Gonfiore alle caviglie e ai piedi (ritenzione idrica)
  • Nausea
  • Bruciore di stomaco
  • Astenia (debolezza muscolare)
  • Guarigione lenta dalle ferite
  • Aumento dei livelli di zucchero nel sangue

In questo ultimo caso, infatti, le persone affette da diabete, che devono iniziare una cura al cortisone, necessitano di un monitoraggio costante dei propri livelli di zucchero nel sangue.

Procediamo con gli effetti indesiderati meno comuni, cioè, che si verificano nel 10% massimo 29% dei casi:

  • Mal di testa
  • Vertigini
  • Sbalzi d’umore
  • Cataratta
  • Indebolimento dell’ossatura

Gli ultimi due casi si verificano soprattutto, quando si è costretti a lunghi trattamenti di cortisone.

Per concludere questa panoramica riassuntiva, vediamo gli effetti collaterali molto rari, cioè, quelli che si verificano in meno del 10% dei casi:

  • Depressione grave o pensieri e comportamenti insoliti (istinti suicidi)
  • Convulsioni
  • Tosse con tracce di sangue
  • Sintomi di pancreatite (forte dolore alla bocca dello stomaco che si diffonde alla schiena, nausea e vomito con tachicardia)
  • Improvviso contenuto di potassio nel sangue
  • Pressione sanguigna molto alta
  • Rallentamento della crescita (nei bambini)

Il cortisone fa ingrassare?

Il cortisone può causare un aumento di peso in base all’incremento dell’appetito e della ritenzione idrica. Tutto è collegato a una causa-effetto: aumenta l’appetito – mangi di più – ingrassi; per questo viene anche usato come rimedio per l’inappetenza delle persone sotto chemioterapia. Ma non è tutto così semplice, non basta, non lasciarsi andare al cibo sotto cortisone per non ingrassare, un aumento ci sarà lo stesso e non dipenderà da te. Ma come è possibile?

Gli effetti della ritenzione di liquidi non dipendono da te, e purtroppo sono quelli più visibili. Spesso, i pazienti sotto cura con cortisone si riconoscono subito perché hanno un vero e proprio “faccione”: gli si gonfia la zona della fronte e del mento. Altre persone, invece, gonfiano nella zona collo e attorno alla vita. Queste anomalie sono dovute alla ridistribuzione delle cellule adipose nel corpo.

Senza considerare anche che gli arti tendono a ridursi a causa della diminuzione della massa muscolare, per questo il corpo risulta più grande e gonfio di prima. Per ridurre questi effetti in parte, si raccomanda una dieta ipocalorica durante il trattamento. I medici ritengono che una limitazione dell’assunzione di carboidrati possa essere utile nel ridurre l’aumento di peso associato all’uso di cortisone.

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Il cortisone fa male alla pelle?

Soprattutto nei pazienti adolescenti, l’uso frequente di cortisone può peggiorare l’acne anziché curarla. Negli anziani, invece, può causare pelle fragile con assottigliamento del tessuto. Inoltre, è importante evitare un’esposizione prolungata al sole dopo l’assunzione di  cortisone perché rende più soggetti alle ustioni e alle infezioni solari.

Il cortisone rovina il sistema immunitario?

Il cortisone, come tutti gli altri immunosoppressori, può indebolire il sistema immunitario. Può peggiorare un’infezione già preesistente o rendere una persona più suscettibile a un’infezione virale o microbica (influenze e simili). Tuttavia, il rischio di contrarre un’infezione è minore, e può essere controllato con gli antibiotici.

Tutto  dipende sempre dal grado di pericolosità dell’agente esterno che potrebbe provocare l’infezione quando ti trovi sotto farmaci glucocorticoidi. I dosaggi raccomandati di cortisone, quindi, dipenderanno da una vasta gamma di fattori come lo stato di salute generale di una persona e la malattia o infiammazione per cui è prescritto cortisone.

In quanto tempo viene smaltito il cortisone?

L’uso prolungato di farmaci a base di corticosteroidi può rendere più difficile per il tuo organismo rispondere allo stress fisico. Informa subito il medico se sviluppi stanchezza insolita o un’estrema perdita di peso.

Se si utilizza questo farmaco per un lungo periodo, infatti, sarebbe d’obbligo portare con sé una scheda di avvertenza o un braccialetto di identificazione medica per informare di trovarsi sotto cortisone qualora capitasse un incidente o un’emergenza e tu non fossi cosciente per informare gli operatori sanitari. In genere, una volta assunto in cortisone, i suoi effetti vengono smaltiti dal corpo da 18 a 36 ore.

Purtroppo, è risaputo che una cura di questo tipo non è mai risolutiva in un solo giorno, e nei casi gravi, si potrebbe continuare a prendere cortisone anche per anni. Come fare allora per tenere sotto controllo gli effetti collaterali? L’attività fisica e una sana alimentazione possono fare tanto. Mangia soprattutto della verdura cruda (le carote andranno benissimo) prima di ogni pasto, così da agevolare il processo di digestione e di smaltimento del principio attivo dell’ormone corticosteroide.

Insufficienza surrenalica iatrogena

I sintomi sono astenia, nausea, vomito, dolori addominali, artralgie, mialgie, ipotensione.

Ipercorticosalismo iatrogeno

Il cortisone a concentrazioni elevate ha effetti metabolici come intolleranza glucidica, perdita di potassio, obesità centripeta, ritenzione di sodio e acqua, linfopenia, eosinopenia, aumento della suscettibilità alle infezioni, cute che non cicatrizza, nausea, vomito, ulcera peptica, osteoporosi arresto della crescita, atrofia muscolare, necrosi della testa del femore, peggioramento del glaucoma, euforia/depressione, insonnia, irritabilità, psicosi, soppressione dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene, antagonismo su insulina e ormoni tiroidei.

Nel morbo di Cushing iatrogeno si possono osservare aumento di peso, diminuzione della massa muscolare, necrosi dell’anca, alcalosi ipokaliemica con edema e aumento della pressione arteriosa, cataratta.


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