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Enterococcus faecalis sintomi, cause e rimedi

L’enterococcus faecalis è un cosiddetto batterio gram positivo che si trova già nell’organismo umano e più esattamente nel tratto enterico.
Di solito vive basandosi su un sistema “parassitario” nel senso che si nutre delle sostanze presenti nella flora batterica intestinale, senza comunque creare fastidi.
In alcuni casi però può trasformarsi in un pericoloso “patogeno opportunista”, che è alla base di patologie che possono anche essere fatali.

Vediamo quindi cosa comporta il cambiamento dell’enterococcus faecalis con sintomi, cause e rimedi.

Enterococcus faecalis

Enterococcus faecalis

I sintomi dell’enterococcus faecalis

I sintomi dell’enterococcus faecalis possono essere diversi in quanto è associato a diverse patologie generate da infezioni. Tali infezioni sono soprattutto quelle contratte durante la permanenza negli ospedali e in particolare nei pazienti che sono sottoposti a cateterizzazione.

Un’infezione da enterococcus faecalis può dunque manifestarsi con febbre, stordimento e confusione ed essere confusa con altre patologie che hanno sintomi simili, generici e difficili da attribuire a un batterio solitamente presente. Inoltre possono manifestarsi infezioni dell’apparato genito-urinario in quanto il batterio presente nel tratto intestinale, passa attraverso il sangue anche ad altre strutture dell’organismo e trova terreno fertile nei distretti che riguardano l’apparato digerente (stomaco, colon e vescica).

In tal caso come sintomi si manifesta dolore durante la minzione, bruciore e anche tracce di sangue nelle urine, che diventano rosa o rossastre.
Oltre a questi i sintomi che si possono associare per sospettare un’infezione da enterococcus faecalis, ci può essere anche un persistente odore di urina sugli indumenti intimi e durante la minzione, dolore che si irradia intorno all’osso pubico, deficit di controllo della minzione e bisogno urgente di andare al bagno, nervosismo, mancanza di appetito con conseguente perdita di peso, nausea e vomito.
In associazione si può anche manifestare endocardite acuta, sepsi o meningite.

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Le cause dell’enterococcus faecalis

L’enterococcus faecalis insieme ai sintomi ha anche delle cause e dei rimedi.
Per quanto riguarda le cause, queste sono da riscontrarsi soprattutto nei pazienti che come detto sono portatori di catetere, in particolare nei reparti di urologia e oncologia.

Non si escludono neppure le procedure mediche a carico del sistema genito-urinario, che sono anch’esse un veicolo di infezione. Tuttavia non è da escludere che lo stesso batterio si possa trovare con la sua potenza virulenta anche sul cibo, più precisamente nell’acqua, nella carne e nei formaggi contaminati.

Si noti bene che non è tuttavia un batterio che si può trasmettere tra esseri umani e dunque rimane confinato al singolo organismo attaccato.

La resilienza dell’enterococcus faecalis

Uno dei problemi più stringenti che riguardano l’enterococcus faecalis è il fatto che sia molto resistente alle cure antibiotiche, che dovrebbero invece facilmente debellarlo. Questo rinforzo è stato notato in particolare negli ultimi 15 anni, confermato anche da un’indagine da parte dell’Agenzia per la sanità in Canada.
La sopravvivenza del batterio infatti è davvero lunga, se si considera che può durare anche 90 giorni sulla biancheria sporca, fino a 75 giorni in zone poco pulite della casa o delle strutture pubbliche, 6 mesi su alimenti come il formaggio, e diversi anni in un ambiente che raggiunge anche i 70° Celsius o i -10°.

Cure e rimedi dell’enterococcus faecalis

L’enterococcus faecalis con i suoi sintomi e le cause ha anche una cura anche se lunga e impegnativa, che richiede pazienza da parte di chi ne è affetto.
Succede infatti che le terapie farmacologiche portate avanti con cefalosporine, penicillina, clindamicina e altri potrebbero non essere sufficienti.

Dalle ultime ricerche emerge invece che è efficace un associazione di vari farmaci come i glicopeptidi, gli aminoglicosidi e i beta-lattamici insieme alla dalfopristina. L’attenzione è comunque sulla necessità di aumentare gradualmente le dosi dei farmaci, in quanto rimane il pericolo che il batterio possa sviluppare resistenza nelle cure prolungate.

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