Depurarsi in modo naturale

Febbre: sintomi, cause e rimedi per abbassarla

La febbre è un disturbo molto comune che si contraddistingue per un particolare preciso: l’aumento della temperatura corporea oltre i canonici 36,7° C. Questo quadro, si accompagna ad altri sintomi, che analizzeremo nelle prossime righe.

Se vuoi saperne di più, continua a leggere e scopri la guida che abbiamo creato sul tema, che contiene alcuni utili consigli per lenire i sintomi più gravi.

Febbre cause principali

La febbre può avere diverse cause. In primo piano troviamo senza dubbio le infezioni, così come gli stati infiammatori di natura non infettiva. In alcuni casi, può essere dovuta anche a intossicazioni alimentari o da farmaci.

Può inoltre capitare che la temperatura del corpo aumenti in seguito a un colpo di sole o a un’eccessiva fatica fisica.

Misurazione

Il primo passo per la diagnosi della febbre riguarda il controllo della temperatura basale che, come già ricordato, aumenta notevolmente superando  canonici 36,7° C. Se l’aumento è momentaneo, si parla più precisamente di febbre intermittente.

Questo quadro si differenzia dalla febbre remittente. Nel caso appena citato, la temperatura del corpo subisce delle oscillazioni nell’arco delle 24 ore.

Le suddette oscillazioni, sono sempre superiore a 1°C. Raramente, in casi del genere, la temperatura corporea scende sotto i 37° C.

Sintomi della febbre

Sintomi della febbre

 

Sintomi della febbre

Il capitolo dedicato ai sintomi della febbre merita particolare attenzione. L’aumento della temperatura corporea, infatti, comporta un abbassamento della dispersione di calore, con conseguenze relative per esempio alla riduzione del flusso ematico, che provoca pallore.

Inoltre, sempre grazie ai meccanismi biologici che provocano un aumento della temperatura, si assiste all’insorgenza di dolori muscolari e mal di testa.

Tra gli altri sintomi della febbre è ovviamente il caso di ricordare il raffreddore , naso chiuso, orecchie tappate e mal di gola.

Rimedi naturali contro la febbre

Nei casi in cui la febbre non è elevata, è possibile ricorrere ad alcuni efficaci rimedi naturali. In questo novero consideriamo il consumo frequente di liquidi e di pasti digeribili.

Fondamentale è anche potenziare il sistema immunitario. A questo proposito, si può fare riferimento a diverse alternative.

Ecco alcune delle più importanti:

Integratori alimentari con vitamina C e arginina

Sono 2 sostanze fondamentali per le difese dell’organismo.

Per entrare maggiormente nello specifico, ricordiamo che, tra gli integratori a base di vitamina C, sono particolarmente efficaci quelli che hanno come ingrediente principale l’Acerola. Questo frutto, originario del Sud Africa, ha la sua maggior concentrazione di acido ascorbico quando non è ancora maturo. Per questo, spesso, si procede alla raccolta e alla successiva essiccazione.

A partire da tale processo, si ottiene poi l’estratto, ossia l’ingrediente principale dell’integratore. Parlando invece degli integratori a base di arginina, un amminoacido non essenziale che favorisce la sintesi dell’ossido nitrico. Questo composto, a sua volta, incentiva la proliferazione dei linfociti T e B, essenziali durante la risposta immunitaria.

Quando si acquista un integratore di questo tipo, è necessario controllare che tra i componenti ci sia anche la citrulina. Questo amminoacido, sempre non essenziale, favorisce l’assorbimento dell’arginina che, di base, viene assimilata con difficoltà dall’organismo.

Fiori di Bach e, in particolare, il rimedio Olive

Questa soluzione rappresenta un riferimento molto valido in caso di esaurimento psicofisico. Qualora la situazione dovesse essere più grave, si consiglia di fare riferimento al Rescue Remedy, da associare di volta in volta al rimedio più valido per il malessere specifico. Qualche esempio? Il rimedio Crab Apple, particolarmente efficace quando si ha un forte raffreddore.

Aromaterapia

Concentrandosi in particolare sui benefici degli oli essenziali a base di tea tree e cajeput.

Molto utile è anche l’olio essenziale a base di timo, particolarmente efficace nei casi in cui gli effetti della febbre riguardano l’apparato respiratorio. Da ricordare, inoltre, è l’aiuto valido dell’olio di sandalo, che viene incontro nei casi in cui all’aumento di temperatura corporea si accompagna anche un forte mal di gola.

Rimedi omeopatici, come per esempio l’Aconitum 9 CH

Questo rimedio omeopatico deve essere somministrato non appena inizia la sudorazione. Efficace è anche la Belladonna, particolarmente indicata quando la gola è rossa e irritata.

L’Aconitum Napellus 5 CH è invece indicato nei casi in cui il soggetto che ha la febbre soffre anche di brividi. La dose consigliata è pari a 3 granuli all’ora.

Un ulteriore caso da prendere in esame è quello della febbre accompagnata da dolori muscolari e cefalee. In questi frangenti, il rimedio omeopatico migliore è l’Eupatorium perfoliatum 5 CH. Il dosagggio raccomandato è pari a 3 granuli ogni 3 ore.

Propoli in gocce

Per combattere il fastidio alla gola, la propoli in gocce è davvero ottima per combattere i sintomi iniziali e per bloccarli e non farli peggiorare –>> scopri qui i suoi benefici.

I consigli per abbassare la febbre in modo naturale non finiscono certo qui! Degna di citazione, per esempio, è anche l’efficacia dell’estratto di sambuco, particolarmente valido quando si tratta di problemi alle prime vie respiratorie.

Febbre alta cosa fare?

Esistono anche delle soluzioni naturali per far passare la febbre o almeno inizialmente abbassarla quando è troppo alta. Tra queste è possibile ricordare le spugnature, rimedio della nonna che prevede di frizionare le tempie con una spugna imbevuta d’acqua.

Da includere sono anche le alternative naturali all’aspirina, come per esempio le tisane a base di sambuco e di menta.

Esistono diverse piante che aiutano ad abbassare la febbre e a disperdere calore. Tra queste è presente il salice bianco.

Questa pianta è caratterizzata dalla presenza dei salicilati, sostanze fondamentali per la formulazione dell’Aspirina nella sua versione classica.

Quando si parla di piante che aiutano ad abbassare la febbre, ricordiamo anche l’Echinacea, fondamentale per quanto riguarda il sostegno al sistema immunitario. Per concludere, citiamo gli impacchi di argilla sull’addome, anch’essi decisivi per abbassare la febbre.

Febbre nei bambini

febbre nei bambini

febbre nei bambini

Una parentesi a parte va dedicata alla febbre nei bambini. Ricordiamo innanzitutto che, per la misurazione, lo strumento migliore è il termometro digitale. La sua facilità di utilizzo non ha eguali e fa la differenza quando si ha a che fare con i bambini.

Ovviamente, quando si parla di febbre nei bambini si apre un capitolo molto ampio, che comprende anche il caso dei neonati.

Se il piccolo ha meno di 28 giorni e soffre di febbre, deve essere portato tempestivamente in ospedale. Nel caso dei lattanti dal primo mese di vita in su, è necessario prenotare entro le 24 ore una visita dal pediatra.

La febbre, in questo caso, è collegata a un alto rischio di infezioni batteriche, come per esempio la setticemia e la polmonite. Le linee guida internazionali consigliano a chi ha a che fare con la febbre nei bambini e nei neonati di evitare le spugnature.

La febbre, infatti, è un segno di risposta dell’organismo agli agenti infettivi e non deve essere per forza abbassata.

Si consiglia l’utilizzo di farmaci antipiretici solo quando alla febbre sono associati anche segnali di malessere.

Ai bambini piccoli si dovrebbero somministrare solo paracetamolo e ibuprofene separatamente. Le linee guida internazionali, inoltre, raccomandano di evitare il cortisone per abbassare la febbre nei bambini.


Questo rimedio, infatti, rischia di rendere più difficile la diagnosi di altre patologie. In alcuni casi viene sconsigliata anche l’aspirina, in quanto aumenta il rischio di sindrome di Reye, una patologia acuta potenzialmente letale.

Per concludere, ricordiamo 4 veloci regole, che risultano fondamentali per affrontare al meglio la febbre nei bambini.

  1. Non sforzarli a nutrirsi: quando si ha la febbre, è naturale non avere voglia di mangiare. Sforzare il bambino a farlo è inutile e dannoso. Molto meglio somministrargli alimenti digeribili, come per esempio riso in bianco, patata lessa o zucchina bollita.
  2. Attenzione alla disidratazione: la disidratazione è una conseguenza della temperatura corporea che si alza ed è grave soprattutto nei bimbi. Fondamentale è far loro bere dell’acqua non fredda a piccoli sorsi.
  3. Non coprirli troppo: anche se l’istinto protettivo del genitore può suggerire di farlo, coprire eccessivamente i bambini quando hanno la febbre non è il massimo. Gli indumenti pesanti sono indicati solo in caso di brividi. Se questo sintomo è assente, molto meglio far loro indossare qualcosa di leggero e traspirante.
  4. Il ghiaccio sulla fronte non abbassa la febbre: secondo alcune credenze popolari, il ghiaccio sulla fronte rappresenta un valido rimedio naturale per abbassare la febbre nei bambini. Niente di più falso! Applicarlo fa anzi male perché si inganna il corpo. Si ha infatti solo l’illusione di tenere sotto controllo la termoregolazione. Il rischio, in questi casi, è di vedere poi la febbre salire repentinamente. Per mitigarla, sono molto efficaci le già ricordate spugnature d’acqua, ma anche un bagnetto tiepido.

Farmaci contro la febbre

Se sei qui, molto probabilmente vuoi sapere qualcosa di più in merito a farmaci non troppo pesanti contro febbre e stati influenzali.

Nurofen è uno di questi e lo puoi trovare in farmacia sotto forma di sciroppo, compresse e supposte per bambini.

Quasi di sicuro hai un bambino e, dopo averlo portato dal pediatra per via di un po’ di febbre, ti trovi con in mano la prescrizione di questo farmaco.

Per aiutarti a capire qualcosa di più, abbiamo creato una guida completa sul farmaco Nurofen con le risposte alle domande più importanti.

Nurofen sciroppo è un farmaco commercializzato sotto forma di sospensione orale al gusto di arancia e di fragola.

Il presidio in questione contiene ibuprofene.

Ciò significa che Nurofen serve per tenere sotto controllo i sintomi della febbre e le manifestazioni di dolore lieve o moderato.

Il farmaco appartiene alla classe dei FANS, ossia gli antinfiammatori non steroidei.

Componenti

Quando si parla di Nurofen sciroppo e si approfondisce in particolare la questione dei componenti, è inevitabile cercare informazioni sull’ibuprofene. Questo principio attivo è considerato uno dei FANS più sicuri che esistano.

Di base viene ben tollerato. In alcuni casi, però, possono manifestarsi effetti collaterali dei quali parleremo più tardi.

Dosaggio per adulti e bambini

Approfondire le caratteristiche di Nurofen sciroppo vuol dire, per forza di cose, prendere in esame anche i dosaggi.

Iniziamo da quello per gli adulti. Nel caso dei pazienti dopo i 12 anni, si consiglia di non superare i 1200 mg al giorno.

Cosa dire invece dei bambini? Qui il discorso si fa un pochino più articolato.

Nel caso i piccoli pazienti in piena età pediatrica, bisogna ricordare che spetta al pediatra dare indicazioni specifiche in merito ai dosaggi.

Per stabilirli, si basa su indicatori come il peso e l’età del bambino.

Per evitare effetti indesiderati, l’ideale è somministrare la dose minima per arrivare alla diminuzione della temperatura corporea.

Fondamentale è anche avere le idee chiare sul numero minimo di giorni necessario a raggiungere la completa guarigione. Il principale segnale al proposito è la fine della sintomatologia febbrile.

In generale, quando si parla di dosaggi Nurofen sciroppo è bene ricordare che la scelta ottimale, nel caso dei bambini, è quella di somministrare dosaggi minimi per tempi brevi. Grazie a dosatori ad hoc, lo sciroppo in questione può essere somministrato senza particolari problemi anche a bambini molto piccoli e finanche a lattanti.

Quali sono le caratteristiche di questi dosatori? Ricordiamo prima di tutto che si tratta di cucchiai e siringhe.

La siringa è dotata di una scala graduata. Nella confezione del farmaco è possibile trovare un foglio illustrativo con una tabella che aiuta a gestire meglio il processo di somministrazione. Τra un’assunzione e l’altra non dovrebbero passare meno di otto ore.

In linea di massima, non si dovrebbero superare le tre somministrazioni al giorno. Nei casi in cui il bambino dovesse manifestare episodi di vomito, la prima cosa da fare è consultare il medico. In questi frangenti, capita spesso che il medico di fiducia consigli di passare alla supposta.

Optando per questa alternativa, infatti, si fa in modo che il principio attivo non agisca sul tratto gastrointestinale.

Si riesce così a garantire il suo assorbimento anche in caso di vomito.

Effetti collaterali

Gli effetti collaterali del Nurofen sciroppo possono essere diversi. In primo piano troviamo reazioni di ipersensibilità come l’orticaria.

In alcuni casi, si possono manifestare anche dermatiti bollose ed esfoliative.

Nel novero degli effetti avversi Nurofen sciroppo, è possibile ricordare alcune reazioni allergiche anche gravi, i cui sintomi possono riguardare il gonfiore del viso, la dispnea e la tachicardia.

Da specificare è anche la possibilità di andare incontro a dolori addominali o nausea. In casi particolarmente gravi, si assiste a vere e proprie ulcere peptiche e ad emorragie gastrointestinali.

Cosa si può dire sui possibili effetti indesiderati in gravidanza e in allattamento?

La prima cosa da specificare è che se si ha una gravidanza in corso o se si sta pianificando di avere un bambino bisogna chiedere consiglio al medico di fiducia prima di assumere il farmaco.

In generale, salvo prescrizione medica, è bene evitare di assumere il medicinale nei primi sei mesi di gestazione.

Per quanto riguarda il periodo dell’allattamento, ricordiamo che il farmaco passa in parte nel latte materno. Ecco perché è il caso di prenderlo solo se è strettamente necessario e per tempi molto brevi.


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